mercoledì 16 maggio 2012

Viva Maradona! Sicilia Indipendente!


I nazi-usurai di Equitalia pretendono –con l’ennesima “cartella pazza”- 40 milioni di euro da Diego Armando Maradona.
Diego tutti questi soldi non li ha guadagnati in tutta la sua Vita. E di tasse ne ha pagate, eccome!. E ha dato lustro e simpatia a questo “Paese”. E questo sarebbe il “ringraziamento”.
Il problema è un altro: Diego è, da sempre, “ politicamente pericoloso”. Perchè è amato dalla gente, è amato dai Popoli delle Due Sicilie, è amato a Cuba e in Venezuela, è amato in tutto il Latinoamerica, è amato... perché dice quello che Pensa. E tanto basta a perseguitarlo.
Diego ha perfino offerto 3.5 milioni di euro a Equitalia, per farla finita con questa farsa nazi-fiscale. Equitalia rifiuta: vuole la sua testa. Perché “Londra” vuole la sua Testa?.
Diego è un anticorpo all’infezione del virus italidiota.
 
Maradona è Cittadino Argentino eppure i vampiri di Roma-Bilderberg, applicando tassi di interesse nazi-usurai che esistono solo nella Fogna italidiota, pretendono da lui una valanga di soldi. Nel 1990 ci fu predetto, con profezia che ci lascia a bocca aperta, da un dirigente storico della Resistenza Popolare Argentina, corrente Trotskista-Montoneros. Il fratello Osvaldo.
Diego è un anticorpo all’infezione del virus italidiota.
 
Maradona, oggi, ha tratto le giuste conclusioni: “Questa Italietta senza Dignità deve morire! Sostengo gli Indipendentisti napoletani, siciliani, sardi…”. Lui la Storia l’ha studiata.
Diego è un anticorpo all’infezione del virus italidiota.
 
Facciamolo morire questo Stato fallito, nato sgorbio e fondato sulla Menzogna del 1860, ammazziamo il virus italidiota. E ricostruiremo, in Verità, uno Spazio Civile Condiviso, fondato realmente sulla Fratellanza e sull’Intelligenza: ce lo meritiamo. Una vera Repubblica ConFederale e Felice. Si può Fare!.
Ma ora è urgente fermare il Deserto che avanza!
E’ urgente riconquistare la Sovranità del Popolo Siciliano e dei Popoli del Sud. Per offrirla, in forma di esempio, a tutti i popoli di lingua italiana e al Mondo.
La Vita è Bella, come quel gol di Diego rifilato all’Inghilterra…in Messico. Archimede e Leonardo lo avrebbero studiato…
Grazie Diego! Grazie!
 
Mario Di Mauro-Fondatore della Fratellanza Siciliana “Terra e LiberAzione”
 

giovedì 3 maggio 2012

NON E' VOTABILE!

NON E' VOTABILE!.
NON E' VOTABILE UN CANDIDATO SINDACO CHE ACCETTA L'I.M.U., A QUESTE CONDIZIONI DI ESPROPRIO STATO-MAFIOSE DELLE CASE FRUTTO DEL LAVORO DI INTERE GENERAZIONI.
NON E' VOTABILE, CHI CHIEDE IL PIZZO SU UN LAVORO DI GENERAZIONI, CHE TROVA SINTESI IN UNA CASA IN CUI SI VIVE- NON E' VOTABILE.
NON MERITA DI FARE IL SINDACO DELLE CITTA' SICILIANE UN SERVO DROGATO DELL'ANTISICILIA!
CHI APPLICA L'I.M.U. NON E' VOTABILE!.
FRANCO CRUPI
-FONDATORE DEL MOVIMENTO DEI FORCONI
MARIO DI MAURO
- FONDATORE DELLA FRATELLANZA "TERRAELIBERAZIONE"

giovedì 26 aprile 2012

L’Isola senza Cielo.

 Che lo spazio aereo siciliano fosse sotto il controllo strategico anglo-americano non era una novità. Che i “controllori” non vogliono “interferenze”, neanche potenziali, è sicuro: né Hub intercontinentale siculo-cinese (turistico e commerciale), né null’altro: manco una piccola e scalcagnata compagnia, come Wind Jet, deve disturbare la dittatura occulta sullo spazio aereo siciliano.
I padroni sono loro: in Terra in Cielo in Mare e in ogni Luogo. Loro sono il Dominus ex Machina, i Signori dell’Impero clandestino. I Signori della Guerra e gli unici detentori dei sacri segreti della “Libertà” e della “Democrazia”. I nuovi Titani che signoreggiano sull’Isola delle Sacre Mandrie del Sole custodite dai Ciclopi, Santi-Veggenti.
Laddove Efesto adranita, vegliato dalla Grande Madre Hiblaya, forgiava, nella Fucina dell’Etna, le armi per gli Dei; laddove i Gemelli Santi di Palikè proteggevano donne e schiavi in fuga, quando le ninfe non erano ancora fuggite dalle simetine correnti…una qualunque “cornuta” come Hillary Clinton, incarnando le forze mentali dell’Impero clandestino, stregoneggia e domina invisibile e sanguinaria perfino sui timidi sussulti “autonomisti” della Regione siciliana.
 
L’Isola dei Siciliani –in violazione del Trattato di Parigi del 1947, corollario di Yalta, che la suppone “Smilitarizzata”, e in violazione del Trattato con Roma che la vuole “Autonoma”- è solo una piattaforma geostrategica per le scorrerie anglo-americane e italidiote: dal centro del corridoio mediterraneo, laddove scorre il 30% del traffico commerciale del sistema-Mondo, con linee di penetrazione a lungo raggio, che verranno consolidate dal sistema Muos e dalla rimodulazione delle basi militari attuali e future. Con probabili effetti collaterali, anche in forma di cervelli fritti: infatti il Muos lo installano a Niscemi, certo non dentro l’immensa base di Sigonella!.
Parlare di “Libertà” e “Democrazia”, in queste condizioni neocoloniali, vorrebbe dire prendersi in giro; senza sovranità del Popolo siciliano sullo spazio aereo e sulle acque territoriali, sul suolo e sul sottosuolo dell’intero nostro Arcipelago, sarebbe semplicemente demenziale.
Questa specifica condizione neocoloniale, dal Luglio 1943, è un dato di fatto. Chiamiamo le cose col loro nome: ortothes ton onomaton, direbbe Platone.
Nella nostra analisi strategica , da un trentennio, è un punto fermo. La Sicilia è peggio di una “riserva indiana”, e l’Amgot, de facto, non se ne è mai andata. A breve se ne discuterà seriamente; certo non a Palermo o Cassibile… piuttosto a Chicago.
La NATO terrà il 20-21 maggio 2012, il suo 25° vertice nella città natale del presidente Obama, Chicago, negli Stati Uniti. Il vertice si concentrerà principalmente su tre temi principali: l'impegno dell'Alleanza (dell’Atlantico del Nord!) in Afghanistan, durante e dopo la transizione, garantendo all'Alleanza una presenza nel territorio afgano; affrontare le sfide del 21° secolo; e il rafforzamento della rete dei partner della NATO in tutto il Mondo.
In un periodo di austerità, la NATO inoltre cerca di garantirsi un migliore rapporto qualità-prezzo nella spesa per la difesa. Con la crisi finanziaria che minaccia i bilanci della difesa, la NATO spingerà i paesi aderenti a “cooperare” maggiormente.
A Chicago, la politica della "difesa intelligente", ovvero la priorità alla specializzazione e alla cooperazione, sarà trasformata in una strategia a lungo termine. Questa strategia si fonda su alcuni elementi principali: programmi multinazionali per affrontare le carenze critiche, i progetti multinazionali a lungo termine sulla difesa missilistica, la sorveglianza del territorio dell'alleanza e il controllo della spazio aereo, e infine i programmi strategici per il 2020 riguardanti l'area congiunta dell'intelligence, della sorveglianza e della ricognizione, e il rifornimento aria-aria.
Chicago sarà l'occasione per la NATO di ampliare le reti delle partnership e di approfondirne le relazioni, in un momento in cui la cooperazione non è più considerata un lusso, ma una necessità.
Il vertice dovrà trasformare le decisioni prese al vertice di Lisbona, nel novembre 2010, in iniziative concrete. Ciò implica che gli alleati dovranno continuare ad investire capitale politico, militare ed economico per mantenere  la forza della NATO.
In tale ambito, la base aeronavale di Sigonella acquisirà un preminente ruolo strategico, come spiega il Capitano di Vascello T. J. Quinn, Comandante della NAS, “essa continuerà a fornire supporto logistico ed operativo all’EUCOM, al CENTCOM, alla NATO, alla Sesta ed alla Quinta Flotta dell'US Navy. Tale supporto viene fornito non solo grazie alle infrastrutture aeroportuali della base, che condividiamo con il 41° Stormo dell'AMI..., ma anche grazie alle risorse presenti sulla Maribase di Augusta, dove sono di servizio le nostre forze navali di superficie”.
Nell'ambito della NAS Sigonella, opera l’Operations Department che supervisiona vari reparti dedicati al controllo del traffico aereo, alla gestione delle apparecchiature elettroniche della base AGS (sorveglianza e spionaggio elettronico), alla movimentazione degli equipaggi, dei carichi e dei velivoli, alla gestione del MEDEX, la squadriglia dei servizi di collegamento e, infine, il centro operativo globale della flotta di droni o UAV (Velivoli Senza Equipaggio), velivoli-robot teleguidati da terra da squadre di operatori.
Il nuovo sistema di controllo, l'Alliance Ground Surveillance, comprende quindici paesi aderenti alla NATO: Italia, Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. Il segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, aveva salutato il programma AGS come primo esempio dell'Alleanza nel condividere le risorse in un momento di crisi economica.
Il Mobile User Objective System (MUOS), che è un elemento importante dell'AGS, e di cui alcune antenne sono state installate anche a Niscemi, è un sistema  globale di comunicazioni militari satellitari (SATCOM) statunitense, basato su satelliti geosincroni e che opera con banda Ultra High Frequency (UHF) (da 300 MHz a 3 GHz di frequenza).
Il MUOS, che sostituirà il sistema UHF Follow-On (UFO), è destinato principalmente agli utenti mobili (ad esempio aerei, navi, sottomarini, autoveicoli e soldati).
Il MUOS trasmetterà dati e comunicazioni oltre la linea dell'orizzonte dei suoi utenti.
Il MUOS comprenderà quattro stazioni a terra, ognuna delle quali opererà con uno dei quattro satelliti della costellazione MUOS. Le stazioni sono la Defence Satellite Communications Station australiana di Kojarena; la Naval Radio Transmitter Facility ( NRTF) di Niscemi, a circa 60 km dalla Naval Air Station Sigonella, presso comando dell'US Navy a Norfolk, in Virginia, e la Naval Computer and Telecommunications Area Master Station Pacific, nelle Hawaii.
Sigonella, così, sarà la base operativa di almeno cinque velivoli-robot Global Hawk. Già durante l'aggressione imperialista alla Libia, la base di Sigonella aveva ospitato due UAV Global Hawk e diversi MQ-1 Predator.
La NATO spenderà 3 miliardi di euro per acquistare e gestire altri cinque Global Hawk della Northrop Grumman, che verranno costruiti per “colmare le lacune svelatesi durante la guerra aerea alla Libia”. Il costo comprende 1 miliardo di euro per le stazioni di supporto, le tecnologie delle immagini e l'addestramento degli operatori, e due miliardi per la base che da Sigonella gestirà i velivoli nei prossimi venti anni.
"La guerra di Libia ha mostrato l'importanza di avere una tale capacità", dichiarava un ufficiale della NATO. Siamo anche al regolamento di conti interno alla Nato -sul sangue dell’eroica Jamahiryia Libica massacrata con 7700 missili e bombe ”siciliani”- in vista della Guerra imperialista prossima ventura. Sulla pelle dei Popoli, sulla pelle del Popolo siciliano.
Altro che “Primavere” arabe, più o meno abortite!. Altro che elezioni regionali…anticipate!.
R/esistere è un dovere umano.
In nome del Popolo siciliano e del suo Diritto alla Sovranità, a partire dallo spazio aereo e dalle acque territoriali, dal suolo e dal sottosuolo.
In nome di Dio e del nostro Diritto a vivere Liberi e in Pace nella nostra Isola-Giardino.
Il resto viene da solo. Anche l’Arcobaleno sull’Isola senza Cielo, anche la Sovranità agro-energetica, anche la Moneta sociale, una moneta pulita, liberata dall’usura e dal sangue imposti dall’Impero clandestino e dalle sue guerre.
Spartaco Vive!.
@ Fratellanza Siciliana “Terra e LiberAzione”.

martedì 3 aprile 2012

CALATI I MANU DA ME CASA!

CALATI I MANU DA ME CASA!
 
1-L'IMU è una porcheria al 100%.
E con la riforma del catasto e i "dissesti" incipienti dei Comuni "parassiti" diventerà un massacro fiscale.
Entro due anni pagheremo l'affitto a casa nostra?.
2-Il recente e leggittimo contenzioso aperto dalle "RegioniAutonome" contro lo "StatoCentralista" -normato dalla Corte Costituzionale- è ormai parte di uno Spettacolo neocoloniale che fa accettare il suicidio come male minore.
 
Ci dovremo comprare la corda per impiccarci?.
Ma u capiti, o no? Lo volete spiegato coi numeri e le sentenze alla mano?
Volete la CORDA AGGRATIS?
 
mariodimauro.
@TERRAELIBERAZIONE

martedì 27 marzo 2012

Costruiamo la Forza d'Urto del Popolo Siciliano! Onore ai Forconi!

Costruiamo la Forza d'Urto del Popolo Siciliano!
Onore ai Forconi!
 
I Forconi sono molte realtà locali in "una".
Alcune confuse, alcune buone, altre ottime. Ma non si dica mai "vendute". Venduti sono semmai gli assenti. E i Nemici, che conosciamo bene.
La parte lungimirante dei Forconi ha il nostro sostegno attivo, ma senza "criticare" gli altri: i movimenti veri, nati dalle viscere del nostro popolo, vanno rispettati e sostenuti...Come sono.
Sulle Strade si cresce.
Viva Forza d'Urto! Onore ai Forconi!
 
mariodimauro

giovedì 8 marzo 2012

“Dal mare color del mercurio,dove l'aria ha l'odore di morte…” @Mario Di Mauro-Terra e LiberAzione 2002/.

(da ScientificNews 2008).
Subito dopo il secondo conflitto mondiale, precisamente intorno al 1948, si decide di allocare lungo la costa del triangolo Priolo-MeliIli-Augusta industrie per la raffinazione del petrolio e industrie di base chimiche e petrolchimiche. Nel 1979 nella rada di Augusta si verificarono ripetute morie di esci. 
Nel 1980 nell’ospedale Muscatello si registro un aumento del numero dei nati con malformazioni congenite rispetto agli anni precedenti. Le suddette morie di pesci, messe in relazione all’aumento delle micro-alghe nell’area portuale, fecero sospettare che il fenomeno potesse essere collegabile all’attività industriale: le stesse (morie) portarono ad un processo penale con sentenza di condanna (Giudice Condorelli) ma furono frettolosamente archiviate dalla classe politica. In relazione alle malformazioni, il Pretore di Augusta sollecitò il Ministero della Sanità ad inviare una Commissione d’inchiesta, la quale decise di mettere sotto controllo i nati con malformazioni, facendo entrare la provincia di Siracusa in un programma di monitoraggio I.P.I.M.C. (Indagine Policentrica Italiana Malformazioni Congenite). Ad oggi, siamo in possesso di 24 anni di dati sulle malformazioni congenite della provincia di Siracusa.
I dati del Centro nascite di Augusta dimostrano un aumento progressivo del numero di nati con difetti congeniti; si passa daIl’1,5% del 1980 al 3% dei primi anni ’90, al 3,5% del triennio ’96-’98 fino ad un picco del 5,6% dell’anno 2000. I dati regionali dal 1990 al 1998 per la Sicilia Occidentale sono 2,12%, per la Sicilia Orientale 2,16% e per la Provincia di Siracusa 3,12%.
A causa di un ormai palese aumento di determinate patologie tumorali, nel 1980 sempre il pretore Condorelli ritenne necessaria una indagine epidemiologica sulle cause di morte. Il periodo preso in esame andò dal 1951 a tutto il 1980. Risultò inequivocabilmente che vi era stato un progressivo aumento della mortalità per tumore: dall’8,9% del quinquennio ’51-55 al 23,7% del quinquennio ’76-80, con punte del 28% nel ’78 e del 29,9% nel 1980. La comparazione fra maschi e femmine metteva in evidenza che l’aumento riguardava essenzialmente i maschi e nello specifico il tumore del polmone che passava dal 9,1% del quinquennio ’51-’55 al 36,7% del quinquennio ‘76-80 dei casi di morte per tumore. Nelle donne percentualmente il tumore del polmone rappresentava stabilmente circa il 5% (4,1% nel quinquennio 76-80).
Due studi, uno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ed uno dell’ENEA, sulle “aree ad alto rischio di crisi ambientale” che coprono un periodo il primo dal 1981 al 1994 ed il secondo dal 1995 al 1999, eseguiti con la stessa metodologia adoperata per la perizia richiesta pretore Condorelli confermano quanto già rilevato. O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità): “[...] nell’area di Augusta-Melilli-Priolo i risultati mostrano un profilo di mortalità differente per i due sessi. Si registrano, infatti, eccessi significativi concentrati nelle zone più vicine al petrolchimico, solamente per gli uomini; nelle cause tumorali e nel tumore polmonare, mentre tra le donne non si registrano eccessi di mortalità. Inoltre il rischio di contrarre un tumore polmonare, sempre negli uomini, è in aumento per le generazioni più giovani, fatto che fa prevedere il persistere di richi elevati per gli anni futuri”. ENEA (I’ analisi condotta prende in considerazione sei Comuni aggregati fra loro -Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e SoIarino). Anche in questo lavoro viene messo in evidenza come nella popolazione maschile dell’area vi sia un aumento dei tumori alla trachea, bronchi e polmoni (Tab. 6). In particolare, nel triangolo industriale Augusta-Priolo-Melilli. Nell’ambito dei tumori polmonari il mesotelioma della pleura risulta aumentato del 291% (Tab. 8). Gli autori così concludono: “Per l’etiologia multifattoriale dei tumori di trachea, bronchi e polmoni, gli eccessi di mortalità riscontrati possono essere il riflesso di altri tipi di esposizione professionale o ambientale a vari inquinanti, oltre che la conseguenza di abitudini di vita personali quali il fumo di sigaretta”. Per quanto riguarda l’etiologia delle cause tumorali un notevole ruolo è rappresentato dalle polveri disperse in atmosfera dai camini industriali. Esse possiedono la capacita di veicolare all’interno dell’organismo, attraverso il polmone, ogni sorta di sostanza inquinante presente in atmosfera per il fenonemo dell’assorbimento. Esse infatti si arricchiscono Incorporando ogni tipo dì sostanza sospesa nell’aria diventando così veri e propri concentrati di tossici che possono depositarsi al livello delle prime vie respiratorie o addirittura all’interno del polmone quando le dimensioni sono comprese tra i 5 e i O,5µ. Sempre a proposito di polveri sospese e di ricadute di sostanze tossiche sul territorio circostante l’area industriale, nel 1981 l’Osservatorio Meteorologico di Brera ha effettuato un analisi dell’area industriale compresa fra Augusta e Siracusa. Sempre per quanto riguarda le polveri sospese, causa la direzione dei venti prevalentemente nord-sud, la principale ricaduta è su Belvedere, Città Giardino, cui seguono nell’ordine Priolo, Melilli e Augusta.
I nuovi insediamenti proposti, tutti ricadenti nel territorio di Augusta,
1) Enel Tifeo (trasf. a carbone)
2) Termovalorizzatore per rifiuti urbani (500.000 tonnellate/anno) ditta Tifeo Energia Ambiente s.c.p.a.
3) GESPl (aumento potenzialità incenerimento da 15.000 a 70.000 tonnellate/anno per tossici e nocivi)
4) Piattaforma Polifunzionale (ditta Oikothen S.C.a.r.l.) per il trattamento di rifiuti industriali speciali e pericolosi.
5) UNICEM (ampliamento)
potrebbero avere, come ulteriore conseguenza, un notevole aumento nell’ambiente dì polveri so spese, di metalli pesanti, di diossine, di tossici quali monossido di carbonio, ossidi di azoto; anifride solforosa, acido cloridrico e fluoridrico, idrocarburi policiclici aromatici, composti organici volatili. 
Per il meccanismo etiopatogenetico sopra descritto ciò comporterà inevitabilmente un ulteriore aumento delle malattie al allergiche e respiratorie, delle malformazioni congenite e delle patologie tumorali che più dettagliatamente saranno descritte nel proseguo di questo documento. La dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale, che comprende i comuni di Augusta, Priolo, Melilli Siracusa, Floridia, Solarino, è stata deliberata nel dicembre del ’90. Il Piano di Risanamento è stato approvvato con il DPR 17.1.95. Le aziende interessate sono: Raffineria Esso, Raffineria ERG nord (ex Montedison - Praoil - Agip), Polimeri Europa, Syndial, Raffineria ERG sud, Raffineria Sasol (ex Condea, ex Enichem Augusta SpA - produzione paraffine e alkilati) impianto gasificazione e cogenerazione Isab Energy, Centrale Enel Tifeo Augusta, Centrale Enel Priolo, Sardamag (fabbrica magnesite), Cementeria Augusta, Depuratore Reflui industriali e civili IAS. 
Le cause del degrado del rischio erano e sono ancora:
a) Depauperamento della falda idrica -a causa dei massicci emungimenti da parte delle aziende del polo petrolifero- con abbassamento del livello piezometrico di centinaia di metri (punte di 200 metri) rispetto al suo livello iniziale e conseguente intrusione di acqua di mare che ha innalzato la salinità delle acque e reso inutilizzabili molti pozzi;
b) Degrado della qualità dell’aria per la massiccia presenza di macro e micro inquinanti emessi dalle industrie;
c) Frequenti fenomeni di inversione termica, formazione di smog per la fotosintesi di ozono e idrocarburi, presenza di polveri organiche e inorganiche;
d) Esistenza in zona altamente sismica di diversi impianti a rischio alcuni dei quali a stretto contatto con l’abitato di Priolo) con stoccaggio di migliaia dì tonnellate di idrocarburi gas, rifiuti, ecc;
e) Elevata produzione di rifiuti, circa 170.000 tonnellate annue (di cui 1.300 ton./altamente pericolose);
f) Presenza sul territorio di numerose discariche abusive di tossico-nocivi, speciali e urbani. Assoluta carenza di discariche idonee per il corretto smaltimento delle varie tipologie di rifiuti;
g) Esistenza di una questione “sanitaria” per gli ormai conclamati effetti che l’inquinamento ambientale ha sulla salute delle popolazioni.
Ad, oggi gli interventi previsti dal Piano di Risanamento Ambientale, esclusi quelli a carico dei privati per l’adeguamento degli impianti alle norme di legge non sono stati effettuati. Anzi si teme, per il prossimo futuro, l’inserimento dì uno o più impianti di smaltimento e di incenerimento nel contesto dell’area dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale, come su indicato, cosa inammissibile sotto ogni profilo. Il Piano di Risanamento è stato redatto con il fine di ridurre gli impatti neq ativi dell’alta concentrazione industriale e per depotenziare i rischi costituiti dagli impianti e dagli stoccaggi.
La situazione, dal novembre 199O ad oggi, non è mutata se non per l’emergere di nuove emergenze e disastri (dall’amianto alla diossina, dal terremoto alle vittime degli incidenti del 2000, dai malformati ai morti per tumore).
Al fine di non sottovalutare Il grave e permanente stato dì inquinamento dell’aria, occorre tenere ben presente che nel corso dell’anno 2003, come si evince dal rapporto annuale della Provincia Regionale di Siracusa sulla qualità dell’aria, i livelli di intervento di cui al D.A. 888/17 del 18/11/93 per SO2 (400 µg/m3 allarme –600 µg/m3 emergenza) e O3 (200 µg/m3 allarme – 300 µg/m3 emergenza) sono stati superati rispettivamente 21 e14 volte. Inoltre i superamenti della soglia dei valori medi su 3 ore (dalle 06.00 alle 09.00) di 200 µg/m3 per gli idrocarburi totali escluso il metano (NMHC), sono stati complessivamente 428. Ancora dall’analisi dei Rapporti annuali degli ultimi 15-20 anni, emerge una situazione sostanzialmente analoga, con un equivalente numero dl situazioni di allarme/emergenza, di giornate in cui si supera il livello dl attenzione per gli idrocarburi e la costante casistica del superamento di soglia per ozono in contemporanea presenza di idrocarburi non metanici oltre il limite di 200 µg/m3. Spesso situazioni di tale gravità assumono anche aspetti drammatici come nella giornata dello scorso 7 aprile a Priolo e ad Augustà e del 4 novembre a Melilli. Il giorno 20.11.04 a Melilli, per protestare contro i continui fenomeni di nubi tossiche che investono i comuni di Augusta, Priolo e Melilli, si è svolta una manifestazione popolare a cui hanno partecipato migliaia di cittadini, i sindaci dei comuni dell’area industriale ecc. La situazione dell’inquinamento ambientale della zona è ben nota ed il “sito Priolo” con il quale termine si intende il territorio dei comuni dell’area a rischio è tra quelli di interesse nazionale per la bonifica dei siti inquinati. Nella relazione della Commissione Ambiente del Senato la 13° commissione Ambiente del senato, dopo le visite effettuate nelle aree industriali del Paese, nel suo “DOCUMENTO CONCLUSIVO DELL’INDAGINE CONOSCITIVA SULLA SITUAZIONE AMBIENTALE DI PORTO MARGHERA E LA BONIFICA DI SITI INQUINATI” –approvato all’unanimità il 23.07.02– afferma a proposito dell’area Augusta-Priolo-Melilli: “purtroppo fenomeni recenti quali quelli avvenuti all’interno degli impianti che sono costati la vita ad alcuni lavoratori e dato vita anche a commissioni d’indagine del Ministero dell’ambiente (la Commissione guidata dal professor Clini ha ritenuto necessario predisporre un esame epidemiologico sulla popolazioni, predisporre piani di sicurezza di prevenzione dell’inquinamento diffuso e delle falde idrichè) e, soprattutto, la recente individuazione in un pozzo di irrigazione della presenza di idrocarburi dimostra come i siti di Priolo e Augusta, non siano più un’area a rischio di crisi ambientale ma un’area in crisi ambientale per cui si rendono indispensabili interventi legislativi e finanziari che consentano di affrontare con tempestività la drammatica emergenza”.
Come si può facilmente desumere dagli studi epidemiologici condotti dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’OMS, dall’ENEA e dal Registro delle Patologie della ASL N. 8 di Siracusa, il pessimo stato di salute delle popolazioni residenti nei comuni dell’area a rischio è strettamente correlabile alla situazione di grave inquinamento ambientale. Già nel 1994 l’indagine condotta dall’OMS per conto del Ministero dell’Ambiente dice a proposito dell’area a rischio Augusta-Priolo-Melilli: “Annualmente, la morte di circa 27 uomini è associata alla residenza nell’area. La discrepanza –in termini di mortalità generale- tra i due sessi depone contro un ruolo di fattori di rischio nell’ambiente generale. La zona è sede di una concentrazione industriale. All’eccesso di morti viene dato il contributo più importante dalle morti per tumore maligno. Una eziologia professionale è plausibile per i tumori polmonari e vescicali, ma in misura molto minore per quelli del colon retto (aumentati nei due sessi) e prostatici”. Negli anni 1990-94 l’Organizzazione mondiale della sanità ritrovava tra la popolazione residente nei comuni nel raggio di 39 chilometri dell’area Augusta-Priolo, eccessi di mortalità tra gli uomini per tutte le cause tumorali pari all 10% in più rispetto alla media regionale (1127 casi osservati, contro i 1024,5 attesi). In particolare, per il tumore polmonare l’eccesso era pari a circa il 20%(340 casi osservati, rispetto ai 284,3 attesi) e significativo era anche l’eccesso per il tumore alla pleura (più del doppio, con 17 casi osservati). L’analisi dei trend temporali dal 1981 al 1994 metteva in evidenza un aumento degli eccessi rispetto ai riferimenti nazionali, sia per la mortalità generale che per alcune patologie, come tutti i tumori, e il tumore polmonare; in particolare gli eccessi di mortalità per tumore pleurico raddoppiavano per gli uomini e triplicavano per le donne. Per quanto riguarda gli studi generazionali, sia per le donne che per gli uomini, si rilevava per la mortalità per tumori polmonari un rischio cumulativo quasi raddoppiato dalla generazione del 1920 a quella del 1940 (dal 3,35% al 6,58%),. fatto che, come dichiarato nello stesso studio “fa prevedere il persistere di rischi elevati negli anni futuri”.
Nel febbraio 2003 la commissione d’indagine inviata dal Ministero dell’Ambiente a seguito del cosiddetto scandalo del “mercurio nei tombini”, scaturita dall’inchiesta della Magistratura siracusana denominata “Mare Rosso”, rendeva noti i dati di ENEA Biotec-Med relativi all’aggiornamento 1995-1999 sullo stato della salute delle popolazioni dell’area Augusta-Priolo e dai quali emergeva che nella popolazione maschile residenti nei sei comuni dell’area a rischio era in eccesso sia la mortalità generale (3%) che la mortalità per tumori della trachea, bronchi e polmoni (16%), della pleura (202%, duecentoduepercento) e per malattie del sistema nervoso e degli organi dei sensi (36%). Nelle donne l’eccesso statisticamente significavo riguardava la cirrosi epatica (28%). I dati relativi al sottoinsieme dei tre comuni di Augusta-PrioIo-Melilli stabilivano un ancor maggiore eccesso della mortalità maschile per tumori (14%), tra cui spiccano quelli della trachea, bronchi e polmoni (30%), della pleura (291%) e del peritoneo (227%). Nelle donne l’eccesso riguarda ancora la cirrosi epatica (64%). Qualche mese più tardi l’ASL N. 8 di Siracusa produsse –in collaborazione con l’Università di Catania- un nuovo Atlante delle Patologie dal quale si può rilevare che la mortalità per tutti i tumori nella provincia di Siracusa nel triennio 2000-2002 è aumentata del 7% rispetto al quinquennio 1995-1999. Nel distretto di Augusta si sono registrati scostamenti significativi in rapporto agli standard regionali con valori dei tassi standardizzati –nella popolazione maschile- superiori alla media nazionale. Contribuiscono a questo ulteriore peggioramento sia i tumori del polmone sia quelle neoplasie che ammettono fattori eziologici professionali, tra le quali i tumori epatici, pancreatici, encefalici, pleurici e i linfomi non Hodgkin. Come su accennato, il dato sulle malformazioni neonatali è talmente noto e preoccupante da aver determinato l’intervento di varie Istituzioni. Dal 1980 cominciano le prime segnalazioni di nascite di bambini malformati: in quell’anno su 600 nati si ebbero 13 bambini con malformazioni congenite di diverso tipo, di cui sette non sono sopravvissuti. Scattò l’allarme, visto il sospetto effetto teratogeno delle scorie tossiche industriali, per cui il Ministero dell’Ambiente istituì nell’ospedale di Augusta un Centro di monitoraggio. Dal 1980 al 1989 la percentuale dei nati malformati ad Augusta è stata dell’1,9% (140 casi su 6984 nati), contro una media nazionale dell’1,54% e una percentuale per l’Italia meridionale dell’1,18%. Nel decennio successivo, dal 1990 al 2000, la percentuale ad Augusta aumenta fino ad una media dell’intero decennio del 3,12% (221 casi di malformati su 6945 nati), con un picco nell’anno 2000 con il 5,6% dei nati malformati. Nell’anno 2001 si sono avuti 22 casi di malformati su 573 nati (3,5% dei nati).
Da un raffronto tra i dati di Augusta e quelli del registro siciliano per la Sicilia orientale, circa le singole malformazioni, risulta un eccesso ad Augusta per quanto riguarda le cardiopatie congenite (235 per mille ad Augusta, contro il 196 del resto dell’area) e l’apparato urinario (59 per mille contro il 46). Ad augusta risulta un eccesso anche per quanto riguarda le malformazioni genitali: negli anni 1980-89 interessavano il 214 per mille dei nati (quando la media nazionale era dei 100 per mille), mentre nel decennio 1990-2000 i casi sono aumentati al 303 per mille. In particolare, tra le malformazioni dell’apparato genitale, l’ipospadia. nel periodo 1990-’98 in Augusta ha interessato 132 per mille dei nati, contro un 79 per mille nella Sicilia Orientale. L’inchiesta in corso della Magistratura siracusana, la cui prima parte si è conclusa con la conferma dei dati che avevano destato l’allarme (5,6% nell’anno 2000), prosegue alla ricerca di nessi causali e responsabili. I dati fin qui elencati pertanto rappresentano una minaccia alla salute del cittadino.
La sentenza n. 5172 emessa dalla Corte Suprema di Cassazione a Sezioni Unite il 6.10.1979, che riconosce il diritto alla salute garantito dalI’art. 32 della Costituzione italiana (“la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, ..”) quale posizione soggettiva giuridicamente tutelata, ha ritenuto che tale valore debba prevalere sugli altri interessi con esso confliggenti. Dette Sezioni Unite hanno avuto più volte occasione di riconoscere la configurabilità del diritto alla salute e la sua tutelabilità davanti al giudice ordinario.
Possono essere citate in particolare le sentenze 3164/1975 (Foro it., 1976,1, 385) e 1463/1979 (ivi, 1979,1, 939), con le quali le dette configurabilità sono state affermate con riferimento a fatti di temuto inquinamento ambientale. Ciò importa che la salute, oltre e prima che essere oggetto di cura e di intervento da parte della collettività generale (in quanto la mancanza di essa anche in un solo componente la collettività potrebbe costituire pericolo o peso per tutti gli altri componenti), è protetta in via primaria, incondizionata e assoluta come modo di essere della persona umana. La protezione si estende cioè alla vita associata dell’uomo nei luoghi delle varie aggregazioni nelle quali questa si articola e, in ragione della sua effettività, alla preservazione, in quei luoghi, delle condizioni indispensabili o anche soltanto propizie alla sua salute: essa assume in tal modo un contenuto di socialità e di sicurezza, per cui il diritto alla salute, piuttosto (o oltre) che come diritto alla vita e all’incolumità fisica, si con figura come diritto all’ambiente salubre. Quanto al tipo di protezione, è evidente che si tratta di una tecnica giuridica di tipo garantistico, che è poi quella propria dei “diritti fondamentali” o “inviolabili” della persona umana. Si tratta, cioè, di tutela piena che si concreta nell’attribuzione di poteri di libera fruizione di utilità e di libero svolgimento di attività, di esclusione degli ostacoli che all’una o all’altro si frappongano da parte di chicchessia. L’intervento dell’autorità pubblica, in tema di salute, non può essere che promozionale o coadiuvante. Vista la Costituzione Italiana che così recita: articolo 41: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in maniera da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
Visto il Trattato Costitutivo della Comunità Europea che all’articolo 174 comma 2, individua come prioritaria, tra gli obiettivi della comunità, “la protezione della salute umana fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva”.


venerdì 2 marzo 2012

Avanti, coi Nostri Forconi....Ribellarsi è giusto !

Il Movimento dei Forconi Siciliani nasce sulle strade, comunica soprattutto con la Parola e si identifica nell’antica “Bannera” della Nazione Siciliana che sventola ovunque. E’ un movimento di c/oralità: radicato in particolare nella crisi dell’Orange Belt della Sicilia Orientale, si è poi diffuso, in silenzio, quasi in forma di stato d’animo, in ampi settori sociali. E’ “campagna che accerchia le città”, avrebbe detto Mao, che di queste cose se ne intendeva. E oggi non è difficile incontrare alle assemblee e sulle strade anche medici e avvocati, scrittori e videomaker…che si dichiarino apertamente “Forconi”. Il blocco dell’ascensore sociale e l’implosione dei ceti medi urbani faranno il resto. L’analogia coi Fasci siciliani di fine Ottocento è di tutta evidenza, cosiccome non sfugge alle rare analisi serie la sua collocazione nell’imponente crisi di ristrutturazione geopolitica che sta spazzando il Mediterraneo: riportandolo indietro di 50 anni, con l’aborto delle “Primavere” e col golpe-guerra imperialista che ha devastato la Jamahiryia libica, l’unico paese in ascesa dell’intero Mare Nostrum, unica speranza dell’intera Africa: Muammar Gheddafi, in pace con tutti, era a un passo dal realizzare il sogno di una vita, la creazione della moneta aurea africana…E la Sicilia, Piattaforma di Morte, ha visto decollare gli aerei carichi di bombe criminali, ed ha visto migliaia di profughi spiaggiarsi sulle coste dell’Isola. Le menzogne dello Spettacolo neocoloniale che imprigiona la Nazione dei Siciliani, rinnovate nell’orgia di regime del 150° della falsa “Unità”, sono ormai, grazie al web, contrastate da decine di studiosi e militanti indipendentisti, che peraltro costituiscono una delle componenti più vivaci del Movimento dei Forconi. La Siciliaprofonda, quella che non crede alla spazzatura di tv e giornali, lo ha ben chiaro. Né si può riporre alcuna fiducia in classi dirigenti che non dirigono ormai un bel nulla. E con un saccheggio fiscale e contributivo –pianificato da Riscossione Sicilia S.p.A. una controllata della stessa Regione!- che sta devastando gli ultimi comparti produttivi, non ci vuole molto a dire: “Non abbiamo niente da perdere, solo le nostre catene esattoriali! Avanti coi Forconi!”. Dopo le 5 Giornate di Gennaio –(che hanno messo a nudo la Realtà siciliana: annunciando una più ampia Secessione sociale, scatenando la reazione isterica di Confindustria e burocrazie sindacali, ormai allo sbando e alleati anche in piazza!, una reazione da “partito dell’ordine neocoloniale” amplificata da una stampa servile vera cinghia di trasmissione del parassitismo neocoloniale)- il movimento dei Forconi, che è parte della coalizione Forza d’Urto (con autotrasportatori e marinerie), è riuscito a coinvolgere decine di Consigli Comunali e, soprattutto, è riuscito a riempire decine di piazze e sale in tutta l’Isola, raccogliendo adesioni e consenso. Il 6 marzo sfilerà compatto sulle vie di Palermo. Forza d’Urto assedierà il “Palazzo”. Prove tecniche…Sarà solo un passaggio. La grande madre di tutte le battaglie è quella contro il saccheggio energetico e fiscale dell’Isola. Il Popolo siciliano è solo: senza partiti, senza sindacati, senza chiese, senza massmedia…che ne rivendichino il Diritto sacrosanto alla Vita civile e all’Indipendenza. Solo e senza Futuro. La solitudine dei “Senza Futuro” può riconoscersi solo sulle strade, e solo sulle strade si inventa una Lingua dell’Indipendenza fondata sul Lavoro, sulla Socializzazione della Conoscenza e delle Forze produttive, sull’Internazionalismo solidale. Per alzare uno sguardo maturo sulle cose della Vita e del Mondo. A seguire un nostro testo diffuso durante la Rivolta di Gennaio. *** Ribellarsi è giusto! Avanti coi Forconi! Sulle strade! Diamo a Cesare quel che è di Cesare (anche due coltellate alla schiena). Ma Equitalia non c’entra niente. La Serit, agenzia usuraia di riscossione paramafiosa, è una controllata al 100% dalla Riscossione Sicilia S.p.A. che è a sua volta partecipata al 60% dalla Regione Siciliana e al 40% dalla Agenzia delle Entrate. E sorge un dubbio: i nostri presunti “debiti privati” –gravati da interessi usurai e comunicati con una pioggia di “pacchi-bomba”- finiranno cartolarizzati e riciclati in sciacallesche e miopi operazioni di “levering” nel tentativo di tappare i buchi nella Palude senza fondo di una “Regione” che si erge come un Mostro contro le residue forze vive della Società siciliana?. Il Silenzio è assordante. I Vampiri sono a casa nostra, e stanno distruggendo migliaia di imprese e famiglie già “cafuddhate” dalle Banche coloniali e dai livelli complessivi di pressione fiscale e previdenziale più alti del Mondo: a pieno regime 85%!!! (dati MF-Milano Finanza/Istituto Terra e LiberAzione). Non è un caso se, negli ultimi 15 anni, quasi un milione di giovani siciliani hanno dovuto lasciare la loro Terra in cerca di lavoro e di Vita per le strade del Mondo. La terza ondata emigratoria in un secolo: forse la peggiore. Da notare che la Sicilia e il Sud della Penisola –insieme alla Grecia- sono le uniche aree UE del tutto prive di qualunque forma di Reddito Minimo Garantito: una assenza pianificata, nei decenni, dal colonialismo tosco-padano, con risvolti chiaramente “razzisti”, che ha aperto la via a un sistema clientelare che ha fatto a pezzi diritti civili e competenze preziose ingrassando a dismisura la cosiddetta “Pubblica Amministrazione”, la cui spesa corrente è ormai la prima causa del Debito Pubblico. Altro che più tasse uguale più servizi: forse più servizi…segreti!. Senza Moneta Sociale non se ne esce. E’ finito il “compromesso moderato” che ha retto la baracca negli ultimi 50 anni. I nodi sono già al pettine, anzi al collo. Ne riparleremo. Sosteniamo ogni rivolta dei “Senza Futuro”. A partire da quella “corporativa” degli autotrasportatori e dei pescatori che rivendicano giustamente la defiscalizzazione dei carburanti, senza la quale perderemmo, con la competitività, anche l’ortofrutta e il pesce fresco…e ci ridurremmo a mangiare schifezze surgelate con l’ammoniaca: altro che “turismo di qualità”!… Tutto si tiene, è Scienza Econometrica. Ma guardiamo avanti. Interi ceti sociali e settori produttivi vengono ovunque spazzati via dalla più imponente ristrutturazione geo-economica dell’intera Storia umana. L’epoca dell’Imperialismo multipolare e delle sue guerre -commerciali, monetarie, militari- impone intelligenza e coraggio. Tantopiù che in Sicilia a essere spazzata via è anche una intera nuova Generazione, a partire dalle sue componenti più colte e qualificate!. Già ventanni fa l’abbiamo intuita e definita “una selezione genetica al contrario” (Terra e LiberAzione, 1991). Vista con gli occhi critici del Mondo, la Sicilia, quest’Isola senza Mare i cui porti sembrano “gebbie”, non è più solo la “patria della mafia”, quanto una piattaforma militare di morte. E’ moralmente urgente rivendicare, in linea di principio, la smilitarizzazione della Sicilia, ridotta oggi a piattaforma dell’Imperialismo criminale e scialuppa di profughi provenienti dalle Terre rapinate dallo stesso Imperialismo multipolare che opprime il Popolo siciliano. I Vampiri sono a casa nostra. Capirlo è fondamentale. Una qualunque Hillary Clinton comanda in Sicily più della nostra intera “classe politica”: peraltro composta in prevalenza da ascari, parassiti e buffoni, comunque espressione di una società confusa, infantilizzata e idiotizzata da almeno 150 anni di Spettacolo neocoloniale e di narcopastorali diaboliche pianificate dalla Vaticano S.p.A., che hanno trasformato le Diocesi in Aziende e i Vescovi in Amministratori Delegati. Amara la mànnira c’havi picuraru amicu di li lupi. Il popolo siciliano è solo: senza partiti, senza sindacati, senza chiese, senza massmedia…che ne rivendichino il Diritto sacrosanto alla Vita civile e all’Indipendenza. Semu suli e senza Futuro. La solitudine dei “Senza Futuro” deve incontrarsi sulle strade ed inventarsi una Lingua dell’Indipendenza fondata sul Lavoro, sulla Socializzazione della Conoscenza e delle Forze produttive, sull’Internazionalismo solidale. Per alzare uno sguardo maturo sulle cose della Vita e del Mondo. Che è, per esempio, la Lingua della Sovranità agro-energetica che può essere conquistata in soli 5 anni attraverso una vera rivoluzione del paesaggio agrario incentrata sulla razionalizzazione fondiaria e sulla diffusione capillare delle serre fotovoltaiche a coltura idroponica. Cibo ed Energia puliti e in buona quantità sono la base di tutto. Altro che carnevale dei “fondi europei”: ci tolgono 100, a tutti, per restituirci 25, a pochi, dicendoci anche cosa ci dobbiamo (non)fare!. Trasfusioni di sangue infetto che, comunque, finiranno presto: l’imminente riforma della P.A.C. (Politica Agricola Comunitaria) imporrà tra l’altro la perequazione delle colture mediterranee (uliveto, agrumeto ecc.) alla steppa e alla tundra nordiche, con tetto massimo di “sostegno integrativo” fissato a 350 euro a ettaro. E’ la fine di un modello, e ci stiamo arrivando nel modo peggiore. Nell’ignoranza e nei debiti. Ma l’alternativa non può essere il latifondo tecnologico-parassitario che coniuga sfruttamento di giovani immigrati e mega-pale eoliche devastanti attraverso le quali un pugno di multinazionali ci rubano anche il vento. Anche l’aria. La stessa aria che ci hanno avvelenato quei poli petrolchimici che devono essere gradualmente smantellati e riconvertiti in luoghi di Vita e di Cultura. Tanto le tasse, in Sicilia, alla faccia nostra e dello Statuto siciliano e della Costituzione repubblicana, non ce le pagheranno mai e i Tribunali neocoloniali non li condanneranno mai per l’etnocidio silenzioso in corso da mezzo secolo. Il colonizzato non è un “cittadino”, il colonizzato non è neanche un essere umano. Guardiamo avanti. Cibo ed Energia puliti il cui surplus va concentrato in primo luogo nella costruzione di una nuova Scuola siciliana, pubblica e gratuita, che formi veramente, su basi scientifiche, l’intelligenza di un Popolo. Si può fare. Cosiccome si possono costruire, relazionandosi con intelligenza sul mercato finanziario asiatico, non solo un grande hub aeroportuale, ma sopratutto una rete di comunicazioni che unifichi il sistema-Sicilia e lo apra attivamente al Mondo. E se la “serra fotovoltaica idroponica” è il volàno della sovranità agro-energetica, la costruzione di una rete ferroviaria TAV è la chiave della nostra unificazione infrastrutturale e del nostro decollo economico indipendente. La Storia delle nostre (non)ferrovie può insegnarci qualcosa. Eccone una nostra sintesi. La prima vera speculazione finanziaria dell’Italia Sabauda “Una e Indivisibile”, subito dopo il 1860, fu quella ferroviaria. Distrutta la nascente industria ferroviaria delle Due Sicilie, e svuotate le casseforti delle nostre Banche, le cosche tosco-padane che trovano sintesi nella “Società Vittorio Emanuele”, sostenute dalla Banca Lafitte di Parigi, e, in seguito, i salotti d’intrallazzo del Lombardo-Veneto che investono nella rete Sudbahn col sostegno dei Rotschild di Parigi e la garanzia del Re savojardo, avviano lo sviluppo della Rete ferrata “padana”. Il promettente sviluppo ferroviario nelle ex-Due Sicilie viene stroncato brutalmente e poi rilanciato in forma neocoloniale: 1-in funzione militare: per favorire l’invio di truppe d’occupazione (oltre 120.000 soldati “piemontesi” nel solo primo decennio). in seguito: 2-per favorire l’emigrazione di milioni di giovani “terroni” sui “Treni del Sole”. e infine: 3-per velocizzare la colonizzazione commerciale nordista della Sicilia e del Meridione. Oggi, nell’epoca del volo aereo a costo d’autobus e della guerra che uccide asettica e vigliacca dai droni telepilotati da remoto, non ne hanno più bisogno. Va da sé, Noi Siciliani non abbiamo mai avuto una vera Rete ferroviaria siciliana. E’ quasi tutto un albero di ramisecchi, fuorimercato. Risultato, anche, di precise scelte di “sbaraccamento”, cinicamente programmate e graduate, con accelerazione negli ultimi 17 anni, dai vertici di FFSS e RFI, come viene rilevato in un recente documento della UIL-Trasporti di Messina. L’Istituto “Terra e LiberAzione”, nucleo strategico dell’Indipendentismo siciliano, sostiene da decenni la necessità di sviluppare una vera Rete Ferroviaria Siciliana, che, sul piano delle infrastrutture intermodali, è il principale volàno, economico e culturale, per unire i Siciliani e collegarli in positivo al Mondo. Una linea TAV siciliana, di modello tedesco o cinese, che costerebbe meno di quel “Ponte” inutile e tardottocentesco, improbabile e patetico. Una Linea TAV: Messina-Catania/Fontanarossa-Palermo/Punta Raisi, con le relative “bretelle”, collegherebbe l’intero Sistema-Sicilia, inclusi gli aeroporti, da nodo a nodo, in meno di un’ora. Una Rivoluzione. E dire che non abbiamo mancu n’autobus regolare per salire sull’Etna!. Ma quale “Turismo”, se perfino le magnifiche trazzere delle antiche Terre dei Siculi sono abbandonate a sè stesse, mentre ci costringono a comprare le loro auto, più o meno MAFIAT, e a pagare il triplo la “NOSTRA” benzina, sulla quale ci truffano, annualmente, 9 miliardi di accise incamerate a Roma e un miliardo di tasse stornate a Milano… TAV. Treni ad Alta Velocità: oltre 350 kilometri orari (ma viaggiano tranquillamente anche a 500). Per esempio: Catania-Palermo è 30 minuti, non 5 ore, e mancu 3, e mancu 2…! E rifiutiamo qualunque ulteriore presa per il culo!. Alta Capacità e scemenze coloniali varie: sono balle!. Del resto si può parlare dopo. Con chiunque: anche con Montezemolo, se serve. Ma FFSS e RFI devono essere cacciati a pedate dalla Sicilia con Action Class di risarcimento danni. Il resto non ci interessa e non ci serve. Solo la TAV intermodale è propedeutica al nostro Sviluppo culturalmente sensato ed economicamente utile. Sviluppo Intelligente. Ecco, questo è il “problema”: è Intelligente, e l’Intelligenza fa paura allo Spettacolo neocoloniale che ci imprigiona e alle legioni dei suoi ascari, sbirri, parassiti e mafiosi vari. E teatranti che fingono “proteste istituzionali” per rappattumare un pugno di voti in nome di un “sicilianismo” ambiguo e miope, senza trovare mai il coraggio di smarcarsi veramente da un sistema che ha la testa a Roma e il portafoglio a Milano. Il futuro dei “Senza Futuro” cammina sulle strade e parla la Lingua dell’Indipendenza fondata sul Lavoro, sulla Socializzazione della Conoscenza e delle Forze produttive, sull’Internazionalismo solidale. La Lingua di chi sa alzare uno sguardo maturo sulle cose della Vita e del Mondo. Senza alibi. E’ Tempo di scelte e di responsabilità. Per esempio, nel rifiuto dell’elettoralismo e del terrorismo, è urgente aprire il cantiere di un inedito Sindacato Civile del Popolo Siciliano. Sarebbe un passo pratico decisivo. Una risposta positiva alla solitudine dei “Senza Futuro”. Avanti, coi Forconi!. 

 Mario Di Mauro-Fratellanza Siciliana “Terra e LiberAzione” 

cell. 392.9191156

 www.terraeliberazione.wordpress.com

giovedì 1 marzo 2012

06 MARZO 2012 TUTTI A PALERMO

Spot 06 marzo 2012

video

movimento dei forconi 18 febbraio Catania

Corteo in via Etnea a Catania del movimento dei Forconi e di Forza d'Urto. I manifestanti hanno sfilato con bandiere della Sicilia e dietro foto di politici nazionali e regionali invitati a "non ricandidarsi". I temi sollevati dai manifestanti hanno riguardato la crisi economica e sociale, oltre ad un'aspra critica alla classe politica.


L’Opra dei Pupi

Il cammino per riabitare Trinakria e viverla con competenza dischiude le porte di interi mondi e d’altre regioni teologiche, configura un tipo umano che ha i tratti del monaco-guerriero, e sfocia in un nuovo nomos della Terra.
Questo cammino, oggi, non può contare su partiti, chiese, scuole, massmedia...nè su una diffusa narrazione veritiera, nobilitante e mobilitante. Ma può contare su un paesaggio impareggiabile, su imponenti depositi memoriali e sulla potenza di forze cosmiche che si scoprono camminando. Da soli o in fratellanza elettiva.
Nel suo studio "Sulla Guerra", Karl Von Clausewitz identifica la forza di carattere come "costanza nella propria convinzione". E sebbene nella Realtà "è sempre in base a un vago presentimento della verità che si è costretti ad agire, i principi fondamentali e le idee che guidano l'azione da un più alto punto di vista, non possono che essere frutto di una chiara e profonda visione, e ad essi è ancorata l'opinione ondeggiante tra i molteplici casi individuali che si presentano...Una certa fede in sè stessi è necessaria, un certo scetticismo è benefico". Una chiara e profonda visione, questo è l’Isola Giardino inscritta come un destino nel Tempo siciliano. Una chiara e profonda visione della quale gli antichi astronomi identificarono un riflesso immaginoso e misterico nella costellazione M33.
L'Azione quotidiana orientata da questa "chiara e profonda visione" consiste nel dare a se stessi e, in prospettiva, a un popolo intero, un'economia pianificata nell’interesse sociale e una cultura radicata e aperta ai dati del Mondo: per elaborare, nel pluralismo, un modo di vivere “meridiano”, sobrio e saggio, non alienato. Una soggettività capace di accogliere quella calda e fertile onda affettiva che risale dal pane caldo cunzatu con l’olio e l’origano dei nostri poji, delle colline siciliane.
Per poter coltivare il Pane della vita, raffinarsi nella Pazienza, verificarsi nel rapporto col Tempo, riscoprendo le perle di quell'antico Rosario in cui l'Esserci accade tra Terra e Cielo...Perchè ciascun Siciliano possa piantare la sua palma, scavare il suo pozzo, costruire una sua casa...Imparando a cantare la Verità siciliana, a giustificarla nel Mondo.
La cultura identitaria -scrive Franz Fanon nel suo "I dannati della Terra"- non è il folclore in cui un populismo astratto ha creduto di scoprire la verità del popolo. Nè quella massa sedimentata di gesti sempre meno riallacciabile alla realtà presente del popolo. La cultura identitaria è l’insieme degli sforzi fatti da un popolo sul piano del pensiero per descrivere, giustificare e cantare l’Azione attraverso cui il popolo si è costituito e si è mantenuto. La cultura identitaria, nei paesi colonizzati, deve dunque situarsi al centro stesso della Lotta di Liberazione.
Una Lotta che comincia nel cervello di ciascuno e nella maturazione di un diverso, più radicato e più competente modo di essere e di esserci, che liberi le Idee dalle ideologie e il pragmatismo dalla miseria morale.
Un bel libro può contenere anche delle sciocchezze, dei giudizi distorti figli della propria stessa decadenza sociale, fisica, morale. "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa è uno di questi libri. Scritto dal principe nel 1955, due anni prima di morire, ma ambientato nei decenni che iniziano con l'annessione coloniale della Sicilia al Piemonte orchestrata dalla massoneria inglese. La citazione è celebre quanto falso è il suo contenuto storico: "Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori già complete e perfezionate, nessuna germogliata da noi stessi...".
La nostra Sicilia in verità ha una Storia propria, frutto anche di molteplici apporti. Solo i lunghi secoli che la vedono granaio e galera di schiavi di Roma (e poi della Chiesa di Milano e Ravenna), i brevi decenni angioini, chiusi dal Vespro che spazzò via la grande coalizione papista che umiliava il popolo siciliano consolidando l’indipendenza dell’Isola nella relazione strategica con l’Aragona, e i decenni più duri della dittatura inquisitoriale ibero-cattolica, sono definibili "dominazione".
Poi c'è il "presente", ne riparleremo. Per il resto si tratta di sviluppi per innesto, a volte perfino provvidenziali: e tutti, chi più chi meno, si sono sicilianizzati.
Altro che 12 "dominazioni", e perchè no anche 35, come è stato pubblicizzato in una iniziativa sponsorizzata dall’assessorato all’Identità…Siciliana?
Magari inventando una "dominazione barocca" al pari di quella Sveva, mai esistita, tantopiù chè Federico II, il quale pose in Sicilia il Cuore del Mondo, era il figlio della sicilianissima Regina Costanza e considerò sempre la Sicilia come sua patria-matria.
E quando si pose il problema terrificante della sua successione il "Parlamento" dei maggiorenti siciliani si contrappose frontalmente alle mire degli Hoenstaufen mettendo sul trono il primo discendente di Ruggero e di Costanza che trovarono per strada: Tancredi. Rischiando la guerra con Arrigo II e con mezzo mondo...
Scusi, dov’è piazza Federico di… Svezia?. Se ci ammucciano perfino colui che fu Re del Mondo, se la manifesta volontà di un "Parlamento" che elegge liberamente un Re successore non vale niente, se, non avendo null’altro da obiettare se ne escono con frasi del tipo "si, però il Parlamento era dominato dai baroni" come se, per dirne una, l'Unione Europea fosse stata decisa dal voto dei popoli (e sono passati 7 secoli!)...E così via, da un secolo e mezzo.
In verità era emersa -fin dal tempo dell'Emirato e consolidatasi nel Regnum siculo-normanno e poi nel Vespro del 1282 e nella sua Communitas- una coscienza nazionale siciliana, una concezione moderna di "Bonu Statu e Libbirtà".
Sotto la dominazione franco-papista di Carlo d’Angiò “di nulla erano più padroni i Siciliani a casa loro, neppure del pane” e l’arbitrio del fisco, e le confische “per lesa maestà” e l’abuso colonialista del suolo e dei costumi di Trinakria, trovavano in questo Re non un politico freno ma addirittura un incoraggiamento “perchè bisognava ridurre alla miseria i popoli, per impedire che potessero alzare la testa” (L.Natoli, Storia di Sicilia). Il “ribbellamentu” del Popolo Siciliano ne fu una legittima conseguenza.
Il Vespro fu rivoluzione siciliana, guerra euro-mediterranea, evento fondamentale della Storia di “lunga durata”. La chiave politica della vittoria vespertina è Messina. Questa città è stata per secoli, almeno fino alla Battaglia di Lepanto, epicentro e punto di fuga della prospettiva storica mondiale. Lo fu certamente nei mesi dell’Assedio posto dal blocco continentale papista, conclusosi con la vittoria della Communitas Siciliae, la confederazione dei Comuni dell’Isola, grazie soprattutto all’eroismo delle donne messinesi e all’abilità diplomatica dei “capi della rivolta” che attraverso la Regina Costanza, siciliana al trono d’Aragona, riescono a spostare a proprio favore la bilancia di potenze mediterranea, e, dopo averli cacciati, anche a respingere la controffensiva imponente di francesi, guelfi italiani e forze papaline coalizzati.
Il Vespro del 1282, per la storiografia più raffinata, rappresenta la vittoria postuma dei Siqilly, i Siciliani islamici, raccolti infine proprio nella dar al-Hidjra, la roccaforte, di Corleone, che fu il detonatore della rivoluzione siciliana, quanto Palermo ne orientò la sacrosanta violenza sociale. I Siqilly, dai quali discende la maggioranza dei Siciliani di oggi, vennero piegati dall’irruzione di poche centinaia di cavalieri normanni -che “giunsero a piedi” (H.Bresc)- quando la crisi politica dell’Emirato siciliano era già in atto per fattori interni di cui la fitna, la guerra civile strisciante, fu solo un sintomo. Ma non furono vinti culturalmente, piuttosto il contrario, almeno fino alla compiuta ripartizione delle terre in forma di latifondo feudale che distrusse poi di fatto un “paesaggio da sogno” ch’era stato costruito sull’idea-forza islamica di Giardino-Paradiso: “ci riferiamo soprattutto alla mutazione di cui l’albero fu la prima vittima” (H.Bresc).
Il Vespro del 1282 è l’atto di nascita d’ una Nazione, di una koinè etnoculturale, sulle cui insegne gialle e rosse v’era scritto: “BONU STATU E LIBBIRTA’!”. Come sostiene il Bresc, malgrado l’affermazione del Popolo Siciliano come nazione, a partire dall’insurrezione del Vespro e nel corso del secolo di conflitti che ne scaturirono, avesse esaurito le forze dell’Isola in una lotta troppo lunga contro nemici troppo potenti.
Agli inizi del Quattrocento, la Sicilia, non trova un altro Artale Alagona, Gran Condottiero indipendentista, e finisce “calamitata” dalla Castiglia e “inspagnolata”, soccombendo non tanto ad un nemico potente quanto ad una combinazione di forze, ad una bilancia di potenze, ad un corso degli eventi definiti dall’installarsi dell’imperialismo ispanico al centro del Mediterraneo, come coronamento della “Reconquista”.
Quando il Mediterraneo occidentale diventa un lago spagnolo, compiute le pulizie etniche contro musulmani ed ebrei, è come se si fosse consumata una prova generale per la “scoperta” e il saccheggio del Nuevo Mundo, atto di fondazione della “modernità”.
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Intorno al 1160 un Anonimo Siciliano, di cultura arabo-skallyana, tradusse l’Almagesto di Tolomeo dal greco in latino, definendo l’astrologia come somma Arte dei Grandi Antichi e Specchio dei Moderni. L’astronomia araba, di matrice caldeo-iranico-zoroastriana, da Palermo a Chartres, penetrava nelle biblioteche cristiane dischiudendo la visione di interi Mondi. 
Di ritorno dalla Sicilia Adelardo di Bath, intellettuale di corte del re Enrico I d’Inghilterra, traduce le Tavole di al-Khuwarizmi e introduce in quell’ambiente le teorie di Abu Mashar sulla nascita, l’ascesa, la decadenza e il crollo delle religioni e degli imperi. In questo contesto popolarizza anche un’astrolettura dei monoteismi mediterranei. Se i musulmani santificano il venerdi (Venere), gli ebrei il sabato (Saturno) e i cristiani la domenica (Sole)...
La Corte palermitana custodiva il cuore di zolfo rosso della cultura mondiale e Federico II, il figlio di Costanza, Splendor Mundi incarnato nella Storia mediterranea, si rivelò anche il più grande editore di tutti i tempi.
Le Questioni che pose a Michele Scoto (astrologo, m.1235) produssero il Liber introductorius alle Scienze del Cielo, dove Dio si manifesta nell’alchimìa della Creazione e Tutto, dal paesaggio terrestre ai pianeti, può svelare il senso segreto delle Cose.
Lo stesso ordine di “Questioni siciliane” che Federico rivolse a Ibn Sabin, maestro sufi di al Andalùs, filosofo musulmano grazie al quale abbiamo compreso l’identificazione di Hermes con l’Idris citato nel Sacro Corano (XIX,57; XXI, 85) e con l’Enoch del Genesi. La dialettica unificante del simbolismo sufico è Via, reale e non psichica,  di una inedita Scienza della Riconnessione dell’Umanità al suo Giardino destinale, tra Terra e Cielo.
La Siqillya, nei suoi ribàt, nelle sue madrase, nelle sue corti, ne custodì per secoli un cuore di zolfo rosso. Poi “dov’era il fuoco si rovesciò il mare” (S.D’Arrigo, I fatti della fera).
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La produzione dei sofismi antisiciliani è la ragione asociale di quella Piovra dalle mille maschere che è la Macchina-Spettacolo neocoloniale. Essa impone lo sradicamento psicologico di un popolo intero dalla sua Terra e dalla possibilità stessa di vivere in sintonia cosmica, in Verità e Bellezza.
Questo processo storico, inscritto nel modo di sviluppo capitalistico, deve essere disvelato, decostruito, individuato in ogni suo aspetto. E criticato nella Vita pratica. Ne va della nostra Salute.
Simone Weil direbbe che per la Salute medesima della nostra vita interiore è indispensabile che l’Isola di Trinakria divenga anzitutto una potente ispirazione, una sorgente pura dei Nebrodi che alimenti il senso poetico e politico della vita quotidiana.
U Sintimentu, sicula concrezione di cuore e cervello, è l’arma di questo Combattimento per la Salute. La cognizione del Sintimentu prefigura la cosmovisione della Vita Nuova, la reintegrazione dell’Uomo, tra Terra e Cielo. Nella Grande Triade, la matrice dell’idea stessa di Triangolo.
Nel 540 a.C., la civiltà jonica, incarnata nel biofilosofo Alcmeone da Kroton, localizzava il centro della vita organica e mentale nel cervello, chè se la sensibilità è una proprietà di tutti gli organi viventi, la funzione del comprendere, del sintetizzare l’esperienza ed elaborare la coscienza di sé, è specifica dell’Uomo.
Una generazione dopo il cosmofilosofo Empedocle da Akragas individuava la centralità del cuore come via della conoscenza realizzativa. L’antitesi formale è stata impugnata, nel corso di venticinque secoli, dalle derive scientiste e misticiste.
Ciò malgrado, indubbiamente, “l’Essere degli uomini è il processo reale della loro vita reale” (Marx-Engels, L’Ideologia tedesca).
La dialettica del Sintimentu, sicula concrezione di cuore e cervello, nell’uso delle mani, nel Lavoro che plasma la Materia, sviluppa la plasticità dell’encefalo umano, illuminando spiritualmente la Realtà materiale. Le lingue sono l’opera più straordinaria di questa produzione simbolica figlia dell’umana dialettica di spirito e materia. Figlia del Sintimentu.
La cognizione occidentale del Sintimentu odora di iodio e zolfo e di joniche memorie. Il monaco-guerriero, figlio della Terra e del Cielo, lo sa.
Il Sintimentu produce la cognizione della Bellezza. Intorno al 230 a.C., a Siracusa, Archimede impugnava e rovesciava la potenza concettuale dell’infinito potenziale nella prassi delle quantità infinitesimali, calcolando aree e volumi con precisione matematica.
Il cono inscritto pienamente in una sfera ne occupa un terzo del volume...Archimede -che elaborò soluzioni ben più complesse e aprì questioni che sarebbero state risolte solo duemila anni dopo- considerò questa soluzione, tra tutte le sue altre, come la più Bella.
L’estetica del Sintimentu si fonda sull’Armonia relazionale delle Forme e aspira alla Musica delle Sfere. La cognizione occidentale della Bellezza sorge dalla civiltà di Sikelìa.
La costruzione dell’Identità radicata ha il respiro della Vita.
L’Intelletto, u Sintimentu -che combatte il mentale, lo domina, lo ridicolizza- forgia Uomini di Spirito nella Fucina di Efesto.
Con l’arma più potente che esista: la Cultura dell’Esserci e delle Azioni Rette. Quella Cultura che ti permette di guardare a quest’Isola metafora con gli occhi del Mondo, alzando sul Mondo uno sguardo siciliano. Nel secolo asiatico tutto si rimette in movimento. Siamo in piena Transizione. I concetti di invarianza e di mutamento, impugnati dal Sintimentu nella dialettica reale dell’imperialismo multipolare, diventano bussola sikana, lanterna cirneca, cognizione eoliana del Vento.
In questa Sicilia al capolinea i nodi verranno tutti al pettine e a poterli sciogliere non saranno le ideologie e i figuranti della commedia neocoloniale che imprigionano l’immaginario siciliano, nè, in una certa misura, il marketing elettorale, chè se servisse a cambiare le cose l’avrebbero già abolito.
L’unica grande via politica che merita di essere percorsa, a partire dai sentieri dell’Autonomia, è quella dell’Indipendenza che nasce dal Lavoro. Dalla spiritualità del Lavoro non alienato. Dal Fare come Arte.
Dentro l’attuale Grande Accelerazione verso il Nulla sembra agire, secondo Ernst Junger, un Automatismo “indipendente dalla volontà degli uomini”, che ne incanala la storia sociale e ne costringe le forme. Spesso aizzando le “masse” contro il “terrone” di turno: preferibilmente debole e sfruttato.
Secondo gli sciamani indios del Popolo dei Brujos (Messico) “ogni individuo è come una città assediata da un predatore molto speciale che fa parte dell’universo: una forza invisibile”.
Questi sacerdoti di antica sapienza, sosteneva lo scrittore Carlos Castaneda, riescono a vedere fisicamente il predatore mentre divora la nostra energia togliendoci la consapevolezza di essere tuttuno col fluire dell’universo e lasciandoci in balìa dell’ego, prigionieri dell’egomania e infelici. Sradicati dalla Terra e dalla Vita.
Milioni di “cittadini” lobo-globalizzati stanno in piedi a forza di psicofarmaci e milioni di bambini vengono rincitrulliti non solo dalla televisione ma da tonnellate di pillole “concentranti”. Per non dire del cibo che ingurgitiamo, dell’aria che respiriamo...
Il Grande Puparo muove i fili, inscena la sua opra, produce il suo Spettacolo: la Realtà vi appare capovolta, la guerra si chiama pace, l’oppressione è venduta come libertà...Il mondo diventa un’Opra dei Pupi, il linguaggio un’arma di distruzione di massa.
Se la Sicilia può essere metafora del Mondo, la storia sconosciuta dell’Opra dei Pupi ha qualcosa da raccontarci. In origine, nella prima metà dell’Ottocento, l’Opra siciliana dei pupi inscenava l’intera storia del Mondo, “da Achille a Mosè all’ultimo bandito”. Attingendo alla tragedia classica e al teatro spagnolo d’armi e d’amore, ma anche a Shakespeare, essa esprimeva “un’idea drammatica della storia a livello di cultura popolare, dove affioravano aspirazioni e conflitti che il core paladino della gente sollevava nei confronti del potere...” (F.Pasqualino).
Dopo l’invasione anglopiemontese e l’annessione catastrofica dell’Isola al Piemonte (1860), anche l’Opra venne colonizzata. Cominciarono col falsificarne l’atto di nascita: infatti, nella storiografia colonialista, essa -malgrado avesse già mezzo secolo!- ha “nascita garibaldina”. Mentre, insieme al filone “tricolore”, prende il sopravvento quello della Chanson de Roland.
Anche questo filone è figlio d’una manipolazione pacchiana della Storia, della quale, però, i pupari siciliani non sapevano nulla. Andiamo in Francia.
La Chanson de Roland venne composta all’inizio del secolo XII e narra eventi dell’anno 778. E’ come se leggessimo sul giornale di stamattina, in cronaca, d’un fatto accaduto nel 1700!.
Qual era l’ideologia dominante nella Francia del tempo?. Cosa avevano in testa?. E’ così che si ricostruisce la Verità della Cose. C’erano le Crociate ed era iniziata la “Reconquista” di Al Andalus, la Spagna islamica. L’impero islamico, come tutti gli imperi, aveva imboccato la fase calante della sua lunga parabola: in Siqillya, per esempio, i conflitti interni tra i vari kaid locali avevano aperto la via all’inserimento politico d’alcune centinaia di cavalieri normanni, che “vi giunsero a piedi” dalla Puglia, dove avevano lasciato la loro religione per abbracciare, in cambio di riconoscimento politico, quella “romana”. In Siqillya, come si sa, assimilarono arte, scienza, cultura amministrativa...e fondarono un Regnum indipendente, “uno stato islamico con un re cristiano” (H.Bresc). Questo innesto, nella storia siciliana, fu “provvidenziale”.
L’idea della Crociata nasce in un determinato clima politico, ed ha radici esclusivamente economiche.
Si radicò invece in quella Francia il cui potere temporale fu artefice, sotto la maschera della lotta alle eresie, della irrimediabile secolarizzazione del cattolicesimo. E l’ideologia dominante, com’è ovvio, contribuisce ad alimentare questo clima.
Si inventano “i saraceni”, sintesi di tutto il male possibile: sanguinari, infidi, stupratori, pedofili, terroristi...vi ricorda qualcosa?.
La celebre battaglia di Roncisvalle in cui i prodi cavalieri cristiani sbaragliarono le soverchianti truppe “saracene” accadde veramente: peccato che non fu combattuta contro “i saraceni” bensì contro guerriglieri baschi “cristiani” per il controllo dei Pirenei. Di islamici non c’era manco l’ombra!.
Mentre la battaglia di Poitiers (732) “mirava a piegare Tours e le ricchezze dell’Abbazia di Saint Martin” (A.Ruscio).
Scrive, riferendosi a quei secoli, Henri Pirenne: “sulle rive del Mediterraneo si estendono ormai due civiltà diverse ed ostili”. E’ a questa ostilità, vera bestemmia contro il Dio Unico che il Deserto ha donato al Mediterraneo, alimentata per secoli dalla Chiesa romana e corrisposta in misura assai minore nelle città di Barberìa, che attinge l’ideologia della Chanson de Roland.
L’epos medievale, che trova sintesi nella Chanson de Roland, si definisce attraverso la netta contrapposizione tra spazio proprio e spazio altrui, dove il “campo pagano”, che assedia incombente la “cristianità”, appare un precipitato delirante e caotico simboleggiato nel sogno di Carlo da “una accozzaglia informe di animali e demoni adoranti Maometto, Macone e Apollo” (C.Acutis, La leggenda degli infanti di Lara). Una caricatura ideologica senza capo nè coda.
In verità v’è un filo oscuro che collega il genocidio dei Catari in Provenza, ai roghi delle ostetriche siciliane accusate di stregoneria, alle Crociate in Palestina, alla Reconquista spagnola, alla battaglia di Lepanto, a quel complotto riuscito che fu la “scoperta” dell’America... Ad ogni modo ha ragione il grande storico spagnolo Americo Castro: l’aggressione “cattolica” contro Al Andalus, la Spagna islamica, che si prolunga fino alla cacciata degli Ebrei nel 1492 ad opera dei Re “cattolicissimi” non configura alcun ritorno alla “radici cristiane” della penisola iberica, quanto l’imposizione di un modello franco-germanico feudale e genocida.
La “cacciata degli ebrei” venne attuata, con effetti devastanti, anche nella Sicilia ormai inspagnolata: Siciliani sefarditi, di religione ebraica e di lingua siqilly, siculo-araba, molti dei quali si rifugiarono a Thessalonika (Salonicco), dove, percependosi sempre come Siciliani in Esilio, svilupparono l’industria tessile e vestirono i giannizzeri ottomani...
Non meno che orafi a Marrakesh…E alcune migliaia scamparono addirittura a Roma: piazza delle Cinque Scole, nel cuore del ghetto, sta ancora là…Una delle Cinque Scole era quella siciliana.
A noi rimase la cultura doloristica, di morte e di rassegnazione, che ha prodotto in Sicilia più danni della petrolchimica colonialista e della mafia messe insieme, trovando sintesi spettacolare nel martirio di un Cristo nudo e sanguinante, trafitto di spine perfino nella Lingua...Un quadro di Fra Umile da Petralia -si trova a Malta- è straordinaria icona della crocifissione del Popolo Siciliano. Un Popolo che r/esiste nella Notte dei Beati Paoli e nelle oceaniche processioni barocche del Venerdì Santo.
Ecco, dietro la Chanson de Roland, al di là della sua bellezza estetica, c’è una ideologia imperialista che ha alimentato, nella lunga durata, le “guerre costituenti” dell’Europa e il suo espansionismo coloniale, predatorio e genocida nel Mondo intero. L’Amerika bushita –quella che ha pianificato come un film holliwoodiano il suo 11 Settembre- ha raccontato l’Altro come il “Paladino di Francia” vedeva il “Saraceno”.
Torniamo ai nostri pupi. Sei secoli dopo, al suddescritto prodotto ideologico attingeranno, ignari, anche i pupari siciliani.
Quando la Rai, nel 1972, s’accorse dell’Opra dei Pupi e ne riprese tre rappresentazioni, la prima era su Orlando, la seconda su Don Chisciotte e la terza su Garibaldi. Le prime due vennero mandate in onda, con ottimo successo di pubblico e risalto sui giornali. La terza venne bloccata dalla censura. Come mai?.
Era su Garibaldi, ma non ne cantava le lodi fasulle. L’annessione truffaldina del 1860 veniva presentata in chiave ironica e veritiera attraverso gli occhi di un pescatore di Marsala realmente esistito, il quale fu l’unico marsalese a seguire il falso “Eroe” nella conquista dell’Isola, resa possibile, come si sa, grazie al sostegno della massoneria e della marina inglesi, all’invasione d’un corpo di spedizione di 22.000 piemontesi e mercenari di mezzeuropa, alle promesse-vasellina di “terra ai contadini”, “autonomia bancaria”, “assemblea costituente”...
La Sicilia venne saccheggiata e rapinata: neanche la Chiesa venne risparmiata. La terza flotta commerciale del Mondo, quella delle Due Sicilie, venne demolita prima dell’apertura del Canale di Suez: un concorrente in meno. Gli zolfi siciliani servirono a fare l’Impero: quello di Sua Maestà Britannica...
Il povero Ninuzzo Strazzera, pescatore in Marsala, divenne lo zimbello del paese!. E questo kuntava l’Opra censurata e mai più trasmessa dalla Rai. La voce di Garibaldi era quella di Arnoldo Foà, la regia di Paolo Gazzara. L’ho letto su un libro pubblicato in una Catania degli anni settanta -“immondezzaio di intelligenze e talenti” (Muscetta)- in cui sopravviveva l’azione culturale di Vito Cavallotto, Vincenzo De Maria...Grazie.
L’unico Spettacolo autorizzato è quello neocoloniale. Viviamo dentro una Grande Bugia e ci hanno convinti che senza “tutela esterna” siamo persi. Roba da etnopsichiatria, e guai a dire tantikkia di Verità: che noi Siciliani non siamo migliori nè peggiori di altri Popoli, ma che come tutti gli altri popoli abbiamo diritto ad essere liberi e indipendenti!. Apriti cielo!. L’italietta traffichina, pallonara e velinara, che ha divorato questa nostra Repubblica, tutta (penisola compresa), ti manda al confino.
L’intellettuale siciliano è buono quando se ne sta a Milano, magari ad imprecare contro i Siciliani “figli di tanti dominatori che si sono scopati le loro madri” per dirla con le parole di quell’essere spregevole che si chiama Alfio Caruso, sebbene non manchino nell’Isola cariatidi accademiche e gazzettieri prezzolati capaci di peggio. La cosa non ci sorprende, né ci indigna. Siamo altro.
Pani, pacenzia e tempu.
@2006-Mario Di Mauro-Fondatore di Terra e LiberAzione